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Modalità e criteri di concessione del credito d'imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI

E' entrato in vigore il decreto attuativo sul credito d'imposta concesso a fronte dei costi di quotazione (Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.139 del 18-06-2018), come richiesto dal comma 91, art. 1, Legge 27 dicembre 2017, n. 205.


Le principali novità in sintesi:

Soggetti beneficiari, sono le PMI che:
- sostengono costi di consulenza allo scopo di ottenere, entro il 31 dicembre 2020, l'ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione (per es. AIM Italia) di uno Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo;
- presentano domanda di ammissione alla quotazione successivamente al 1° gennaio 2018; 
- ottengono l'ammissione alla quotazione con delibera adottata dal gestore del mercato entro la data del 31 dicembre 2020.

Attività e costi ammissibili
L'art. 4 del decreto in parola elenca  i costi ammissibili secondo le tipologie di attività di consulenza, posto che "L'effettività del sostenimento dei costi e  l'ammissibilità degli stessi ai sensi del presente decreto deve risultare da apposita attestazione rilasciata dal presidente del collegio sindacale, oppure da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell'albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili."

La previsione è piuttosto ampia e si va dalle attività prodromiche e di supporto, quali, l'implementazione e l'adeguamento del sistema di controllo di gestione, l'assistenza dell'impresa nella redazione del piano industriale, il supporto all'impresa in tutte le fasi del percorso sino alle attività di comunicazione necessarie a offrire la massima visibilità della società.

In buona sostanza sono agevolabili i costi per le attività dei soggetti a vario titolo coinvolti, quali: Advisor finanziario, Nomad, Global Coordinator, Investor relations, consulenti legali, fiscali, di revisione e comunicazione finanziaria.

Tali oneri possono consistere in un importo previamente pattuito in misura fissa oppure parzialmente proporzionata al successo dell'operazione di quotazione.

Misura dell'agevolazione e fruizione
Il credito d'imposta può essere riconosciuto, fino a un importo massimo di Euro 500.000, nella misura massima del 50% dei costi complessivamente sostenuti per le attività di cui all'art. 4 a decorrere dal 1° gennaio 2018 fino alla data in cui si ottiene la quotazione e, comunque, entro il 31 dicembre 2020. 

Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione secondo i consueti criteri di utilizzo del modello di delega F24.

Per gli approfondimenti si rinvia alla lettura del decreto in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.139 del 18-06-2018.

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